"Prima partiamo con le Ads, il sito lo sistemiamo dopo."
È la frase che sentiamo più spesso da chi vuole iniziare a fare pubblicità su Google. Ed è anche quella che, alla lunga, costa di più. Un annuncio ben fatto porta le persone giuste sulla tua pagina, ma è il sito che deve convincerle. Se la pagina è lenta, generica o poco chiara, paghi il clic e perdi il cliente in pochi secondi.
In questa guida trovi una checklist pratica per capire, prima di investire un euro, se il tuo sito è pronto ad accogliere chi arriva dagli annunci.
Perché il sito influisce su quanto paghi ogni clic
Google non premia solo chi offre di più. Per decidere in che posizione mostrare il tuo annuncio e quanto farti pagare, valuta anche la sua qualità. Il Quality Score (un punteggio da 1 a 10) riassume tre fattori:
- CTR previsto: quanto è probabile che le persone clicchino sul tuo annuncio;
- Pertinenza dell'annuncio: quanto l'annuncio corrisponde a ciò che l'utente ha cercato;
- Esperienza sulla pagina di destinazione: quanto la pagina è utile, chiara, pertinente e facile da usare, anche da smartphone.
Tradotto: un sito scarso significa costi per clic più alti e posizioni più basse, anche con la campagna meglio impostata. Il traffico a pagamento amplifica ciò che c'è già, nel bene e nel male.
Cosa cambia con AI Overviews e AI Mode
Google non mostra più solo una lista di link. Con AI Overviews e AI Mode risponde direttamente a molte domande nei risultati di ricerca, senza che l'utente debba aprire un sito.
Il risultato? Chi clicca ancora, e in particolare chi clicca su un annuncio, è spesso già vicino alla decisione. Non sta più cercando informazioni generiche: vuole capire se sei la scelta giusta. Il tuo sito diventa la tappa finale del percorso, ed è proprio lì che non puoi permetterti di deluderlo.
La checklist: il tuo sito è pronto per le Ads?
Rispondi sì o no a ogni punto, pensando alla pagina su cui porterai gli annunci (non per forza la home). Alla fine conta i "no".
1. Velocità di caricamento
- La pagina si carica in meno di 3 secondi da smartphone, anche con una connessione mobile normale.
- Su PageSpeed Insights i Core Web Vitals sono "buoni": LCP sotto 2,5 secondi, INP sotto 200 millisecondi, CLS sotto 0,1.
- Le immagini sono compresse (WebP o AVIF) e non più grandi del necessario.
- Non ci sono popup o banner che coprono il contenuto appena si arriva sulla pagina.
- Gli script esterni (chat, widget, tracciamenti inutilizzati) sono ridotti al minimo.
2. Chiarezza del messaggio
- In 5 secondi si capisce cosa offri, a chi e perché scegliere te.
- Il titolo principale parla del beneficio per il cliente, non solo del nome dell'azienda.
- I testi sono semplici e senza gergo tecnico: parlano al cliente, non agli addetti ai lavori.
- Ci sono prove concrete: recensioni, loghi di clienti, casi studio, numeri.
- Le informazioni che il cliente cerca sono facili da trovare: prezzi o fasce di prezzo, zona servita, tempi.
3. Call to action
- La pagina ha un'azione principale chiara (chiamare, richiedere un preventivo, prenotare, acquistare).
- Il pulsante principale è visibile senza scorrere e si ripete lungo la pagina.
- Il testo del pulsante è specifico: "Richiedi il preventivo gratuito" funziona meglio di "Invia".
- Il modulo chiede solo i dati davvero indispensabili.
- Ci sono contatti alternativi rapidi, come il numero di telefono cliccabile o WhatsApp.
- Dopo l'invio compare una conferma chiara (meglio ancora una pagina di ringraziamento dedicata).
4. Coerenza con l'annuncio
- L'annuncio porta a una pagina specifica sul servizio pubblicizzato, non alla home generica.
- Il titolo della pagina riprende le stesse parole e la stessa promessa dell'annuncio.
- Offerte, prezzi o promozioni citati nell'annuncio sono presenti e visibili sulla pagina.
- Ogni servizio importante ha la sua pagina dedicata, così ogni gruppo di annunci ha la sua destinazione.
5. Mobile, fiducia e misurazione
- La pagina è comoda da usare da smartphone: testi leggibili, pulsanti grandi, nessuno scorrimento orizzontale.
- Il sito è in HTTPS, con privacy policy e dati aziendali (ragione sociale, P.IVA) ben visibili.
- Il banner cookie è conforme e integrato con il Consent Mode di Google.
- Le conversioni (contatti, chiamate, acquisti) sono tracciate in Google Ads o Google Analytics 4 e sono state testate con una prova reale.
Come leggere il risultato
- 0–3 "no": il sito è pronto. Puoi partire con le campagne e ottimizzare strada facendo.
- 4–8 "no": servono interventi mirati. Meglio sistemarli prima, o in parallelo alla partenza delle Ads.
- Più di 8 "no": stai rischiando di sprecare budget. Conviene lavorare prima sul sito, poi sugli annunci.
Ads e sito devono lavorare insieme
Per questo, prima di attivare una campagna, guardiamo sempre velocità, chiarezza del messaggio, call to action e coerenza con l'annuncio. Non per fare i difficili: per non sprecare il tuo budget.
Vuoi capire se il tuo sito è pronto per le Ads? Scrivici: facciamo insieme un check gratuito.